








| Indice: | |
| 1. Il rione "Aia piccola" | 6. Il Monumento ai Caduti |
| 2. Il rione "Monti" | 7. Casa d'Amore |
| 3. I trulli Siamesi | 8. La basilica minore dei Santi Medici |
| 4. La chiesa a trullo di Sant'Antonio | 9. Il trullo Sovrano |
| 5. Monsignor Domenico Morea | |
![]() |
![]() |
|
| Monsignore Domenico Morea - Patriota, storico, educatore di Puglia. Alberobello 1833 - Conversano 1902 |
||
| Diversi sacerdoti si sono distinti in Alberobello e nella diocesi di Conversano per santità di vita, operosità pastorale, cultura e attività sociali. Un gradino più su, ci sembra, si colloca Domenico Morea, illustre educatore, maestro illuminato di tante generazioni, rettore per quarant'anni al seminario di Conversano, arciprete di Alberobello per 22 anni, storico patriota. Era un prete coerente con i principi della sua vocazione sacerdotale, inflessibile nell'esigere da se stesso e dagli altri il massimo impegno, indulgente nel comprendere, minuzioso programmatore ed organizzatore di attività. In breve le tappe della sua vita spesa tra Alberobello, Conversano e Montecassino. Nasce in un trullo nel 1833 e muore a Conversano nel 1902. Frequenta le elementari ad Alberobello, poi su interessamento di un sacerdote e di un monaco entra in convento a Botrugno (Lecce) per continuare gli studi ginnasiali. A 14 anni indossa l'abito francescano e prende il nome di Beniamino. Dopo un pò Domenico cambia leggermente il suo indirizzo vocazionale e si sposta al seminario di Conversano. Ha le idee chiare: diventa prete, in un periodo in cui la carriera ecclesiastica non è la più invidiabile. Per la sua bravura e serietà di impegno gode della stima del Vescovo Mucedola, che lo manda a Montecassino per perfezionare gli studi di lettura, di filosofia e di teologia. E'ordinato sacerdote a 23 anni a Napoli e completa ancora gli studi a Roma, presso l'università pontificia. Tornato a Conversano, diventa scelta obbligatoria per il Vescovo destinarlo all'insegnamento prima e alla direzione del seminario diocesano poi. In questa veste esprime tutta la sua opera sacerdotale educativa e spirituale. Per quarant'anni, con una breve parentesi di riflessione e di riposo presso l'abbazia di Montecassino, esercita la direzione del seminario con sintonia ed equilibrio costante verso tutti. Per ventidue anni dal 1868 al 1890, il Vescovo gli affida anche l'incarico di arciprete nella chiesa parrocchiale dei Santi Medici in Alberobello. Ha sotto di sé quindici sacerdoti e uno di questi, l'economo curato, è responsabile della pastorale sempre in stretta collaborazione con il Morea. Conosciuto e stimato anche oltre i confini della Puglia, il Morea ha tutte le carte in regola per essere definito un grande studioso e storico; negli anni trascorsi a Montecassino, sotto la guida di alcuni monaci studia ed interpreta le pergamene per descrivere nel suo "Chartularium Cupersanense" la storia politica, civile e religiosa dell' alto medioevo pugliese e dell'Italia meridionale. Sue opere minori sono: I classici latini - Le colonie e la Chiesa - Un libretto sul culto dei Santi Medici Cosimo e Damiano ad Alberobello. In questo piccolo ma importante testo descrive in maniera semplice le varie tappe del percorso storico di Alberobello "città singolare" per i suoi trulli. E' stato il punto di partenza e la miniera originale per tutti i successivi libri su Alberobello. |
||